Il territorio della Brianza ha visto la presenza, in tempi diversi, dei due massimi esponenti del sindacalismo di ispirazione cattolica in Italia. Il primo fu Achille Grandi che nel 1914, proveniente da Como, arrivò a Monza diventando “sindacalista di professione” e assumendo la responsabilità di segretario della Lega cattolica del lavoro. Si dedicherà in modo particolare ad organizzare il sindacato dei tessili. Il secondo è stato Giulio Pastore il quale, poco più che ventenne, assunse nel dicembre del 1924 la direzione del “Cittadino”, settimanale locale dalle cui colonne, per un paio d’anni, non mancò di lanciare critiche pungenti al fascismo.
Nei primi anni del dopoguerra il sindacato italiano si presentò in forma unitaria, ma nel 1948 la convivenza fra la corrente cattolica e quella comunista divenne impossibile e Giulio Pastore, assieme agli altri componenti della corrente cattolica, decise di costituire la Libera Cgil. In quello stesso anno, nel novembre, fu aperta la sede del nuovo sindacato a Monza in Piazza S. Pietro Martire e a reggerla fu chiamato Luigi Cattaneo. Nel 1950 fu costituita la Cisl, e la Brianza faceva parte della unione provinciale di Milano che vi inviò Alessandro Pastore a svolgere le funzioni di segretario. Successivamente si costituì l’Unione zonale di Monza sempre con a capo Alessandro Pastore. In quel periodo una delle figure di maggiore spicco del sindacato monzese fu Amleto Barni che guidò per lunghi anni il sindacato nazionale dei tessili. Gli anni ’50 sono, per la Brianza, anni di sviluppo industriale intensivo specie nel settore del legno. Dal ’60 in poi questo territorio si consolida come una delle zone più industrializzate d’Italia con la crescita dei settori del tessile, meccanico, chimico e delle materie plastiche.
Dal 1975 la Regione Lombardia, istituita da pochi anni, inizia ad articolare la programmazione e la pianificazione facendo riferimento ad ambiti territoriali comprensoriali ed anche nel sindacato si fa strada la necessità di articolarsi in comprensori. Il 7 novembre 1980 si tiene l’Assemblea costitutiva del Comprensorio Cisl Brianza. Nella primavera del 1981 si svolge la tornata congressuale che formalizza la nascita del nuovo comprensorio al cui vertice si insedia come segretario generale Gigi Perego. Gli anni ’80 sono densi di difficoltà a causa di una grave crisi economica che porta l’inflazione a oltre il 20% e quindi si ricercano, anche nel sindacato, le misure per contrastarla. Nel maggio 1983 Cgil Cisl Uil della Brianza realizzano una Conferenza economica per analizzare quanto accade nel territorio dove si segnala, tra l’altro, un preoccupante calo della mano d’opera.
Ma l’anno successivo la Cisl sottoscrive il “Patto di S. Valentino” che acquisisce le intuizioni del prof. Ezio Tarantelli (che sarà ucciso in un attentato terroristico) sulla predeterminazione della scala mobile. Tale firma sancisce la rottura del patto federativo unitario tra Cgil Cisl e Uil.
Intorno al 1987 la Cisl Brianza consolida la sua struttura realizzando, accanto ai servizi tipici del patronato e delle vertenze, altri servizi come quello fiscale, quello turistico (Unitour) e la formazione. Nascono anche il Consozio case lavoratori (CCL) e Spazio giovani, ambedue realizzati in collaborazione con realtà della società civile. Si costituisce il sindacato inquilini (Sicet) e si fa strada il Coordinamento donne che porterà a stabilire una componente femminile minima del 10% per tutti gli organismi sindacali.
E’ del giugno 1991 un ordine del giorno con il quale il Consiglio generale della Cisl Brianza si pronuncia a favore della istituzione della Provincia. Nel 1993 il territorio si allarga acquisendo la zona del trezzese che precedentemente faceva parte del Comprensorio di Treviglio. Nel Congresso dello stesso anno diventa segretario generale Antonio Gilardi. Uno degli impegni prioritari cui deve far fronte è quello di realizzare una nuova sede. L’obiettivo verrà raggiunto nel 1995 quando Sergio D’Antoni, segretari generale nazionale inaugurerà l’attuale sede di Via Dante. Ormai anche i servizi hanno raggiunto una grande consistenza. In particolare quello fiscale si trasforma in Caaf e si amplia col servizio successioni. Ma vengono alla luce anche l’Adiconsum (consumatori), lo Sportello sociale, l’ Ufficio ambiente e sicurezza e l’Alai che si occupa dei cosiddetti lavoratori “atipici”. Da segnalare in quegli anni tra il ’93 e il ’97 due significativi accordi con l’Associazione industriali (Aimb) il primo dei quali intende instaurare nuove relazioni industriali con la costituzione di un Osservatorio per l’igiene e la sicurezza nel lavoro e con l’individuazione di linee per la prevenzione e il raffreddamento dei conflitti. Il secondo sancisce la nascita di “progetto lavoro Brianza” per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Nel 1997 diviene segretario Giuseppe Sala al quale seguirà, nell’aprile del 2003 Marco Vigano. Non è ovviamente possibile ricavare elementi di storia di questi anni perché sono troppo vicini. Quel che è certo è che in questo periodo il sindacato è stato chiamato a nuove sfide come quella della integrazione dei lavoratori immigrati e, a tale scopo è stata costituita l’Anolf (Associazione nazionale oltre le frontiere) ma anche il servizio colf/badanti; come pure il progressivo invecchiamento della popolazione richiede il pieno utilizzo di nuove energie solidaristiche che trovano valorizzazione dell’Anteas (Associazione nazionale terza età attiva per la solidarietà).
















