C'è una ripresa di dinamicità nei dati sulla occupazione in Brianza, presentati venerdì 1 aprile scorso dall'Assessorato al lavoro della Provincia. Ma è una ripresa alquanto flebile e, soprattutto, fondata sul massiccio utilizzo di contratti flessibili (tempo determinato, somministrazione, lavoro a progetto, ecc.) che raggiungono il 65% dei nuovi avviamenti.
Â
 Lo scorso anno erano il 58%. Magra consolazione è constatare che in Lombardia sono al 73%. Certo, il numero degli avviamenti è stato costantemente superiore, quadrimestre per quadrimestre, a quelli dell'anno precedente (84.200 su 78.700 in totale) ma non danno un'immagine di solidità come potevano far supporre i dati positivi diffusi nei giorni scorsi sulla produzione e le esportazioni. Così torna ad affacciarsi la domanda se si stia assistendo ad uno sviluppo senza occupazione. Unico elemento che potrebbe far ben sperare sono i dati significativi che vedono prorogati numerosi contratti flessibili (da 3222 a 4463, + 38,5%). Da segnalare anche una certa prevalenza a favore dei giovani nelle trasformazioni dei contratti da tempo determinato a indeterminato. Cosa di non poco conto se si tiene conto del fatto che nel medesimo giorno l'Istat comunicava che la disoccupazione giovanile, in campo nazionale, era salita al 29,8%, record dal 2004.
















